venerdì 26 dicembre 2014

Fùmågål såvé che 'l è Nådàl.



"'Gh è chi 'l Nådàl, må sta nò lì å spåvintàt
quånd 'l è Nådàl, duårùm i scür e fum gni drént ål ciàr
e chi int l'åbundånså šbårdlùmå un pò 'd bén
šlóngå i bras intùrn ål mónd quånd 'l è Nådàl.
Di' sü 'n' uråsión pår tütå cul'àltrå gint
che quånd 'l èNådàl åt vén'in mént,
må quånd 't ågh è 'l bóntémp.
Guàrdå fö då lå fnèstrå, 'gh è tüt un mónd ch'ål va nò bén.

Che ål pòst åd l'àquå såntå 'gh è ål 'mar di låcrimón,
indùå che invèci di cåmpånén ågh sónå 'mmà di cåmpånón.
Pr å stånòt tùcå nò å ti, må tùcå å lur.
E fiucårà nò
šü in Àfrica pr å stu Nådàl,
pår lur vés åncù ål mónd 'l è giåmò ål püsè bèl rigàl
indùå ch'å cråså mai gnint 'gh è sùtå pö 'l cånàl.
Lur ål lå sån mìå che 'l è Nådàl,
tìrå fö 'nå butéliå må då cul bón
fùmå pår lur ch'i èn là indùå ch'å brü
šå 'l su.
Lur ål lå sån mìå che 'l è Nådàl,
'l è Nådàl, fumågål såvé che 'l è Nådàl.

(Dalla versione bresciana di “Do They Know It’s Christmas” (Bob Geldof - Midge Ure).

giovedì 25 dicembre 2014

Åugüri!


"Nådàl sulón, cårnuàl tisón:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\provnadalsulon2.mp3" "Normal" Natale grande sole, carnevale tizzone. Quando a Natale il tempo è bello, a carnevale sarà freddo al punto da costringerci a stare accanto al fuoco".

lunedì 22 dicembre 2014

Oh, che bèl dì!...



"Oh happy Day" in lénguå lumbàrdå.

giovedì 11 dicembre 2014

Éšòpo in Lümlénå.


Ål lìbår e 'l DVD ch'i sårån préšéntà sàbåt 13 (å trè ur) ål Sålón: tüti i fiö (d'ògni étà...) i èn invidà!

giovedì 13 novembre 2014

Sérénàdå.



Una bella serenata, rimane bella in qualunque parlata...


Nicuzza.

Sutta la to finestra ci siminasti i sciuri
e dopu cincu misi garofani sbucciaru
su tutti bianchi e russi
comu la to facciuzza,
bedda tu si nicuzza comu li sciuri to

Piculénå.

Sùtå lå tò fnèstrå ‘t ågh è sumnà i fiùr
e dòp cinch més ‘gh à fiurì i gåròfån
i èn tüti biånch e rus
tån’ me ‘l tò fåcìn,
bèlå ti ‘t è piculénå me i tò fiùr…

domenica 9 novembre 2014

martedì 26 agosto 2014

I påròl 'd lå fàciå in app.


È pronta la versione per smartphone / tablet Android del programmino per i piccoli "I påròl 'd lå fàciå", di cui avevo già presentato la versione per PC. L'app si può scaricare liberamente da qui sul proprio PC per poi inserirla su cellulare o tablet Android collegato al PC stesso con cavetto USB (ignorare il possibile alert dell'antivirus: trattasi di falso positivo...).

giovedì 31 luglio 2014

L'abbecedario delle vocali.


La prima parte dell'abbecedario in lingua locale preparato per i miei nipoti. Riguarda le vocali. A parte la semplicità del tutto, annetto grande importanza a questo programmino, perchè potrebbe aiutare i piccoli a discriminare i suoni vocalici che da noi non sono solo 5, ma bensì...il doppio!
È liberamente scaricabile da qui 
(Tutti i programmini della serie sono raggiungibili partendo da questa pagina)..

sabato 26 luglio 2014

I påròl di bónn piånténn.


Sempre per i piccoli, da riconoscere e imparare, i nomi in lingua locale di alcune "buone" piantine utili in cucina o per il nostro benessere. L'eseguibile è liberamente scaricabile da qui.

(Tutti i programmini sono ora scaricabili partendo da qui)

martedì 22 luglio 2014

I påròl 'd lå ca, déntår.


Il 4° programmino della serie "Parole in Lingua Lombarda" (variante locale) propone un cero numero di vocabili relativi ad alcuni ambienti/locali interni alla casa e ad alcuni oggetti in essi contenuti.
Intanto ho avuto modo di proporre i 4 programmini a mia nipote (9 anni) che non spiccica una parola in lingua locale, pur comprendendola un poco. Li ha molto graditi, si è cimentata volentieri con i quiz di riconoscimento ottenendo un buon riscontro e, per la (voluta) semplicità del tutto, ha dimostrato un interesse che mi ha favorevolmente sorpreso...
(Anche il 4° programmino è liberamente scaricabile da qui).

venerdì 18 luglio 2014

I påròl åd lå ca.


Altre parole in lingua locale da leggere, ascoltare e...imparare. Si tratta di vocaboli relativi ad alcune parti esterne della casa. L'applicazione, al momento solo per pc Windows, è liberamente scaricabile da qui.

mercoledì 16 luglio 2014

I påròl 'd lå fåmìliå.


Un'altra unità didattica, molto semplice, "ad usum" dei miei nipotini: stavolta in ballo ci sono i vocaboli in lingua locale che denominano i componenti della famiglia. Il programmino, per ora utilizzabile solo su pc Windows, è liberamente scaricabile da qui.

lunedì 14 luglio 2014

I påròl åd lå fàciå.


"I påròl åd lå fàciå" è il primo di una serie di programmini (molto semplici) che intenderei sviluppare per i miei due nipotini, che masticano poco o per niente la nostra parlata locale. Quasi come un gioco, lo scopo della serie in questione sarebbe quello di far apprendere un buon numero di vocaboli (in questo primo programma i nomi delle principali parti del viso) facendone ascoltare la corretta pronuncia locale. Più avanti intenderei farne anche delle versioni per android così da poterli utilizzare su tablet, ma per ora questo primo programma gira solo su pc con Windows ed è liberamente scaricabile a questo indirizzo.

domenica 13 luglio 2014

I fiàm dål Pårådìš.



Il film di Luciano Emmer racconta la storia vera di una contadina povera del 1600 che viveva in una grotta isolata in Val di Non. Accusata ingiustamente di stregoneria, viene condannata a morte, si rifiuta di pentirsi, e per questo motivo viene bruciata sul rogo nella piazza del paese. I dialoghi sono in dialetto, sottotitolati in italiano.

domenica 29 giugno 2014

La barca di San Pietro.


Ål mè åmìš e cuscrit Åmbröš Gérånsån 'l à scrit:
"La sera del 28 giugno, vigilia di San Pietro e Paolo, si prende una bottiglia di vetro trasparente o una brocca, si riempie di acqua circa a metà, poi si lascia cadere delicatamente nell’acqua un albume d’uovo. Si posa delicatamente la bottiglia/brocca senza tappo sull’erba e la si lascia tutta la notte all’aperto perché riceva la rugiada. La mattina si va a vedere. Quando il tutto riesce, l’albume prende la forma di una barca a vela, appunto la “barca di San Pietro”. A seconda della forma delle vele i contadini prevedevano le condizioni del tempo. Le vele aperte prevedevano la venuta del sole, chiuse e sottili, l’arrivo della pioggia.
Se si formavano parti simili al cavallo il sole!
E' una tradizione veneto/lombarda/piemontese con qualche differenza di interpretazione, le vele è più veneta il cavallo più piemontese/lomellina".

mercoledì 11 giugno 2014

Pentecoste dialettale.



"...Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi...".

lunedì 9 giugno 2014

Santaccia lomellina.




Dalla presentazione del libro-cd "Belli in Lomellina - 101 sonetti, licenziosi e non, di Giuseppe Gioachino Belli in romanesco e in dialetto lomellino", a cura di Renato Murelli.
"Santaccia de Piazza Montanara" in dialetto sannazzarese. (Sul cd allegato al libro è presente la versione originale in romanesco proposta dall'attore romano Maurizio Mosetti, p. g. c.).
Biblioteca civica di Sannazzaro de' Burgondi (PV), 6 settembre 2013.

venerdì 6 giugno 2014

Il Papa piémuntéš.



Durante l'udienza generale, Papa Francesco ha usato,  per criticare le facce da immaginetta, l'espressione del dialetto piemontese mugna quacia, traducibile con faccia da acqua cheta, dimessa e triste.
Noi avevamo registrato nel nostro libro sul dialetto sannazzarese l'espressione mugnå frådå: donna poco espansiva e poco espressiva...'Gh è mugnå e mugnå...


lunedì 2 giugno 2014

L'èrbå bšintårölå.






"bšintårölå (èrbå -): segale selvatica. 'L è tån’ me l'èrbå bšintårölåPlaysoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\verbi64.mp3" "Normal": È tanto come la segale selvatica. Dicesi di persona che sembra sia dappertutto come se si spostasse rapidamente. Il detto fa riferimento a un gioco nel quale si poneva una spiga di segale selvatica sotto la manica della camicia e, picchiando leggermente il polso della mano, la si faceva risalire lungo il braccio, dove spariva rapidamente". 

(Da Ål nòs diålåt - Glossario - Pag. 33)

domenica 1 giugno 2014

Saltåcåvålénå.




"Saltåcåvålénå: saltacavallina, gioco per ragazzi che consiste nel superare a gambe divaricate i compagni accovacciati, appoggiandosi con le mani sulle loro schiene e assumendo poi la stessa posizione per essere a propria volta superati via via dagli altri".

(Da Ål nòs diålåt - Glossario - Pag. 222).

sabato 31 maggio 2014

venerdì 30 maggio 2014

Quàtår cåntón e 5 fiö.



"Båratåcåntón: gioco popolare dei 'quattro cantoni'"

(da Ål nòs diålåt - Glossario - Pag. 22).

giovedì 29 maggio 2014

Che bèl "mónd"!...


"mónd: "...mondo, gioco infantile di agilità. Consiste nel tracciare sul terreno uno schema rettangolare diviso in caselle numerate. A turno ogni giocatore lancia un piccolo sasso piatto all'interno della prima casella e, saltando su un piede solo, vi entra, raccoglie il proprio sasso e completa il percorso, sempre saltellando, senza toccare le righe tracciate. Il gioco continua lanciando il sasso nella casella successiva e così via fino all'ultima. Chi lancia il sasso nella casella sbagliata, o calpesta una delle righe tracciate, perde il turno di gioco, cedendolo al giocatore successivo. Vince chi per primo completa il percorso".
(Da Ål nòs diålåt - Glossario - Pag. 157).

Qui una versione attuale e... acrobatica:

giovedì 22 maggio 2014

Se å sónå i cåmpån...



"Se å sónå i cåmpån, 'l è pårchè un quåidün å i å tìrå: Se suona(no) le campane, è perchè qualcuno le tira. 
In senso figurato, significa che, quando si diffonde una maldicenza, qualcuno l'ha divulgata per primo". 

(Da "Ål nòs diålåt" - Proverbi: Considerazioni varie - Pag. 467)

(Fuor di metafora: nel video l'Ing. Michele Cuzzoni, esperto campanologo, per l'occasione valido "campanaro").

lunedì 19 maggio 2014

Scågnilén.




Scågnilén di dòrå,
ch'ål pòrtå lå Mådònå,
ch'ål pòrtå ål Båmbén,
scågnilén, scågnilén!...


Si cantava in coppia, ognuno delle due persone poneva la sua mano destra a tenere il proprio polso sinistro e la sua mano sinistra sul polso dell'altra. Si formava così una specie di "sgabello" sul quale si sedeva il bambino che metteva le braccia attorno al collo dei due portatori.

(da "Ål nòs diålåt" - Filastrocche - Pag.476)

sabato 17 maggio 2014

Å Rmundò.


'L è 'ndai å Rmundò e 'l è gnü ca plåtò:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\4209rmundoy.mp3" "Normal" È andato a Remondò ed è venuto (a) casa pelato.  

Gioco di rime per indicare chi si è fatto fare un taglio drastico di capelli, forse per "mondarli" dai pidocchi. 

(Da "Ål nòs diålåt" - Modi di dire: Aspetto fisico/Abbigliamento - Pag. 323)

giovedì 15 maggio 2014

Å vultà fén.


Å vultà fén e di 'l rušàri, tüti i ciùl i èn bón då sta å pàri:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\provvultafen.mp3" "Normal" A voltare fieno e dire il rosario, tutti i babbei sono capaci di stare a pari. 

Chiunque è capace di svolgere attività di estrema semplicità insieme agli altri seguendo lo stesso ritmo. 

(Da "Ål nòs diålåt" - Proverbi: Considerazioni varie - Pag. 466)

mercoledì 14 maggio 2014

A picco come il Sirio.


"'L è 'ndai å pich me 'l "Sirio":PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\18-3apichmelsirio2.mp3" "Normal" È andato a picco come il "Sirio".  

È andato in rovina. Il Sirio era un piroscafo italiano che, mentre trasportava emigranti in America, affondò il 6 agosto del 1906 presso la costa orientale della Spagna". 

(Da "Ål nòs diålåt" - Modi di dire: Paragoni - Pag. 406)

martedì 13 maggio 2014

Lå purtisión di furmìi.


Quånd i furmìi i vån in purtisión, ò piövå, ò tìrå 'l trón:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\provquani furmii2.mp3" "Normal"  
Quando le formiche vanno in processione, o piove, o tira il tuono.

(da Ål nòs diålåt - Proverbi: Il tempo atmosferico - Pag. 446) 

domenica 11 maggio 2014

Pascoli in Lomellina.




Sogno

Sògn
Per un attimo fui nel mio villaggio,
nella mia casa. Nulla era mutato
Stanco tornavo, come da un vïaggio;
stanco, al mio padre, ai morti, ero tornato.

Sentivo una gran gioia, una gran pena;
una dolcezza ed un'angoscia muta.
- Mamma?-È là che ti scalda un po' di cena-
Povera mamma! e lei, non l'ho veduta.


Pr un àtim són stai ål mè vilàg,
int lå mè ca. Gnìntå ‘gh àvå cåmbià.
Strach gniv’indré, tån me då un viàg;
strach, å mè pàdår, åi mòrt, sérå turnà.

Sintìvå ‘nå cuntintåså, ‘nå grån pénå;
‘nå dulsåså, ùnå ròbå nò giüstå.
- Màmå? – L’è då là ch’åt å scàldå un pò ‘d sénå –
Gràmå màmå! E lé, ål l’ö nò vüstå.

venerdì 9 maggio 2014

Måsà 'l pursé.





S'åt vö sta bén un dì, fat fa lå bàrbå; s'åt vö sta bén ùnå smånå, pìå muié; s'åt vö sta bén un an, màså ål pursé:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\aproverbisatvostabenundiy.mp3" "Normal" 
Se vuoi star bene un giorno, fatti fare la barba; se vuoi star bene una settimana, prendi moglie; se vuoi star bene un anno, ammazza il maiale.

(da Ål nòs diålåt - Proverbi: Filosofia di vita - Pag. 465)

giovedì 8 maggio 2014

Ål mòcul.



"Ténå d'incünt ål mòcul, che lå purtisión l'è lóngå:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\pro244tenadincuntalmocul2.mp3" "Normal" Tieni da conto il moccolo, che la processione è lunga.  
Vivi con parsimonia, conserva con cura i tuoi beni che potranno esserti utili al momento del bisogno".  

(da "Ål nòs diålåt" - Proverbi: Ammonimenti - Pag. 460)

mercoledì 7 maggio 2014

I Madònn tåcà sü.

"I Mådòn i stån bén tåcà sü:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\imadonstanbentacasu2.mp3"."Normal" Le Madonne stanno bene appese. 

Il detto gioca sul doppio significato di "Madonna", che nella società contadina indicava, oltre che la madre di Gesù, anche la suocera. E la suocera è bene che stia a casa sua per non suscitare contrasti con la nuora, inducendo in questa il desiderio di… 'appenderla'".

(Da Ål nòs diålåt - Modi di dire: Le donne" - Pag. 316).

lunedì 5 maggio 2014

Giån e Ghìtå.


"Ti-lì Giån e Ghìtå, ch'i vån pår mårinén:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\30-5-12gianeghita.mp3" "Normal" Eccoli lì Gianni e Ghita, che vanno per amarene. 

Si dice di due persone legate da uno stretto rapporto di amicizia o di collaborazione, che si vedono quasi sempre insieme e sembrano inseparabili. I nomi "Gianni" e "Ghita" (corruzione di Margherita) corrispondono ai nomi tedeschi di Hansel e Gretel, protagonisti dell'omonima fiaba dei fratelli Grimm, italianizzati secondo le indicazioni linguistiche dell'epoca fascista. Essi compaiono come personaggi infantili di una fiaba, molto simile nella trama all'originale tedesco. Nel testo, probabilmente inserito nei libri di lettura della scuola elementare dell'epoca, i due bambini nel bosco vanno in cerca di fragole. Nella nostra tradizione orale le fragole sono diventate amarene, frutti di piante molto comuni negli orti e nelle vigne che circondavano il paese".

(da Ål nòs diålåt - Modi di dire: relazioni umane - Pag. 344)

sabato 3 maggio 2014

Lå prìmå nòt.




Pår lü lå spùšå l'è stai me ùnå švåršlà int i védår:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\svarslaintivedary.mp3" "Normal" Per lui la moglie è stata come una legnata sui vetri. 
Il matrimonio con quella donna è stato per lui una vera e propria rovina. 

(Da Ål nòs diålåt - Modi di dire: Amore, fidanzamento, matrimonio - Pag. 341).

giovedì 1 maggio 2014

Lå låvåndérå.


Mårìå lå Mèrlå, lå låvåndérå.

Mårìå lå Šånàrdå, che tüti i ciåmàvån lå "Mèrlå", l'érå ùnå bràvå låvåndérå ch'l'åndàvå å låvà in ca di siùr åd Sånåšà.
Quånd ål lå ciåmàvån, å lå måténå pråst lå cuminciàvå å viscà ål fugónGotoPage "d15" pår fa ål bügà e quånd l'àvå finì då frià tüti i pagn, cun lå cåråtåGotoPage "d16" l'åndàvå å 'ršintà i linsö å lå rùšå.
 Cui ch'å påsàvå 'dré lå rùšå ål lå sålüdàvån pårchè tüti ål lå cugnusìvån tån' me ùnå grån låurådùrå ch'lå šburciàvå tüt ål dì pår tirà sü i sò fiö.
Un dì, 'gh è påsà un siùr e 'gh à di:
- Mårìå, må l'è 'ncù 'dré 'ršintà?
E lé 'gh à rispundü:
- Sì, e quånd å möri, ch'ål ténå då mént, che vurårìs ùnå tómbå cun sü scrit:

"QUI GIACE LÅ 'MÅRLÀSÅ´,
CUN ÅL SÒ SÅBÅRGotoPage "d15" E LÅ SÒ ÀSÅGotoPage "d16""!


(da "Ål nòs diålåt" - Aneddoti - Pag. 508)

martedì 29 aprile 2014

Fiö int lå cünå.


Chi 'l è ch'ål 'gh à di fiö int lå cünå, ch'ål dìšå mai mal åd ninsünå:PlaySoundFile "C:\alnosdialat\Rosalia\pruverbichilegaifiointlacuna2.mp3" "Normal" 
 Chi ha dei bambini nella culla, non dica mai male di nessuno.  

Chi ha figli ancora piccoli non critichi gli altri, perchè non sa come si comporteranno in futuro i suoi.

(da "Ål nòs diålåt" - Proverbi: Ammonimenti - Pag. 459)

lunedì 28 aprile 2014

Ål cåtlinón.



Fa nò sémpr ål cåtlinón:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\modocatlinon.mp3" "Normal" Non far sempre l'uccello del malaugurio.  

Così ci si rivolge a chi è sempre pessimista (...). Probabilmente "cåtlinón" deriva dallo spagnolo "Catalinon", che era il servo buffo, ma fifone e guastafeste, di Don Giovanni (diventerà Leporello nell'opera di Mozart).

sabato 26 aprile 2014

I tri pum.


Sut ål pónt åd Vilånövå,
'gh è 'l mågnån cun lå sò fiölå,
'gh è 'l bårbé cun lå sò muié.
'Gh érå tri pum e ån n'ån pià iün prünå:
mich'i ån fai???


(da "Ål nòs diålåt" - Indovinelli - Pag. 521)

giovedì 24 aprile 2014

Ål prévòst åd Gåmbulò.


Ål prévòst åd Gåmbulò
i cån in céšå å i å vö nò,
pårchè i pìsån tàcå i mür
e i fån åndà šü tüt ål pitür.

(da "Ål nòs diålåt" - Filastrocche - Pag. 477)

mercoledì 23 aprile 2014

I cirighìn.


S'åt vö vègh un birichìn, måndl å fa ål cirighìn:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\pro20birichincirighin.mp3" "Normal" Se vuoi avere un birichino, mandalo a fare il chierichetto.
Nella credenza popolare i chierichetti sono bambini terribili che ne combinano di tutti i colori.

(da "Ål nòs diålåt" - Proverbi: Bambini e ragazzi - 2012 - Pag. 422)

martedì 22 aprile 2014

Ål mågnån.



Åncå s'åt sè mågnån, mén són bón då ténšåt:Playsoundfile "C:\alnosdialat\Rosalia\pruvmagnantens2.mp3" "Normal" 
Anche se sei calderaio, io sono capace di tingerti. 

Il calderaio, a causa del suo lavoro, era sempre tinto di nero. Il detto è utilizzato da chi dichiara di essere in grado di "tingerlo" ancora di più, o facendolo nero di botte, o dimostrandogli di essere più furbo di lui.

(da "ÅL NÒS DIÅLÅT" - 2012- Modi di dire: Ammonimenti - Pag. 396)

lunedì 21 aprile 2014

Ciap e gålinåtå.




Åndà å Mšån å mångià lå gålinåtå cui ciap: andare a Mezzano a mangiare l'insalatina tenera di campo con uova sode tagliate a metà, tradizione tipica del lunedì di Pasqua. 

(da "ÅL NÒS DIÅLÅT" - 2012 - Modi di dire - Pag. 52)